L’importanza per i bambini di imparare a stare in gruppo

stare in gruppo bambini

Per tutti i bambini, a partire dalla tenera età, è molto importante avvicinarsi e scoprire i valori del gruppo.

Erroneamente, spesso si pensa che non sia necessario incoraggiare il rapporto con altri coetanei, perché prima dell’età scolare sono rare le occasioni di gioco e di confronto in gruppo.

Certo, i genitori spesso lavorano e non hanno tempo per favorire situazioni di scambio e condivisione tra bambini, ma questo non significa che non siano utili ad un corretto processo di sviluppo e maturazione. Anzi, è proprio l’adulto di riferimento ad essere la chiave di volta in questo processo: i genitori, in quanto responsabili della crescita, dovranno invogliare i propri figli ad intrecciare relazioni con i coetanei e a maturare un atteggiamento cooperativo nel gruppo.

Imparare il valore del gruppo nella quotidianità

Dai due fino ai sette/otto anni, tutti i bambini attingono informazioni per lo più osservando il mondo degli adulti e, molto spesso, il loro carattere si modella in base alle situazioni che vivono nella quotidianità.

Se un bambino vede come figura di riferimento un adulto con scarso spirito di gruppo (può succedere), oppure osserva i genitori che non collaborano tra loro, difficilmente apprenderà il valore della cooperazione.

Collaborare in un gruppo non è sinonimo di sapersi relazionare. Anzi, sono due concetti quasi agli antipodi. Stare insieme e relazionarsi con gli altri è molto semplice, ma non tutti hanno un atteggiamento cooperativo.

Per questo motivo è necessario che l’invito alla cooperazione avvenga anche tra le mura domestiche: magari mentre un genitore prepara il pranzo, l’altro potrebbe apparecchiare la tavola, mentre uno fa le pulizie domestiche, l’altro si potrebbe occupare di fare il bucato e così via dicendo. I bambini osservano con ammirazione tutte le azioni svolte dai propri genitori, per questo avere una buona base in casa li aiuterà ad imparare i valori di scambio e collaborazione.

I gruppi educativi: perché sono importanti

L’esperienza di frequentare un gruppo educativo permette ai bambini di sviluppare valori diversi rispetto a quelli sperimentati all’interno delle mura domestiche. All’interno di un gruppo dei pari, infatti, l’esperienza dei bimbi si arricchisce di diversi spunti d’azione molto più liberi e spontanei rispetto alle condizioni vissute all’interno della sfera familiare.

Le interazioni vissute durante i laboratori di psicomotricità e gli spazio gioco promuovono dei contesti gruppali in cui gli stessi bambini possono allargare la loro consapevolezza, la conoscenza di sé e mettersi in gioco attraverso le loro competenze e potenzialità.

Sostenuti dal gioco, i bambini hanno la grande possibilità di migliorare ed ampliare la consapevolezza di se stessi, conoscere l’influenza che hanno sui coetanei e comprendere come si interagisce all’interno di un gruppo.

Per i bambini, il gruppo psicomotorio è un contenitore dove è possibile sperimentare delle pratiche di costruzione di sé ed il semplice giocare diventa molto di più. La capacità di dare fiducia agli altri, infatti, si acquisisce proprio in tenera età grazie ai giochi di scambio, condivisione, opposizione ed aggiustamento in gruppo.

Partecipando ai gruppi educativi, i bambini avranno la possibilità di lavorare su scambio, confronto e collaborazione, tutti aspetti caratteriali che gli saranno fondamentali per un corretto percorso di crescita.

Non si è mai troppo piccoli per le faccende domestiche

Quante volte ti è capitato di dire ai tuoi bimbi che sono troppo piccoli per fare una determinata cosa? Spesso tendiamo a sottovalutare i nostri figli e pensiamo che uno o l’altro compito non siano adatti all’età che hanno. Questo nostro comportamento, tra l’altro, tende a svilirli e a non farli mai sentire abbastanza o all’altezza delle situazioni “da grandi”.

Il metodo Montessori ci insegna il contrario e ci offre delle indicazioni molto precise in merito, sfatando alcuni falsi miti che ruotano intorno al mondo della prima infanzia. Ad esempio, lo sapevi che ci sono alcune faccende domestiche che sono adatte ai più piccini? In questo modo non dovrai correre come una matta per riuscire ad incastrare riordino della casa e pulizie, potrai contare sui tuoi bimbi, insegnare loro la disciplina, l’ordine e il gioco di squadra.

Il metodo Montessori docet

I bambini hanno molte più capacità di quello che si pensa. Il modello Montessori, ai suoi tempi (fine ‘800 ed inizio ‘900), non fu proprio accolto a braccia aperte, soprattutto nel momento in cui iniziò a varcare i confini internazionali. Negli Stati Uniti d’America, ad esempio, fu molto criticato dal pedagogista William Heard Kilpatrick, il quale riuscì a convincere la maggior parte degli americani che il metodo Montessori non faceva bene ai bambini.

Sicuramente questo metodo spaventava molto per le sue tecniche educative rivoluzionarie, ma è certo che ad oggi si può definire come grande modello di educazione pedagogica per far sì che i bambini crescano responsabilizzati.

Le faccende domestiche per bambini: da che parte iniziare

È disponibile un vero e proprio studio ad opera di Maria Montessori con tutte le faccende domestiche adatte alle varie età dei bambini. Queste ricerche da parte dell’educatrice che ha fatto un pezzo di storia della pedagogia, dimostrano che i piccini sono in grado di fare molto di più di quello che pensiamo noi adulti.

Le attività che possono fare i bambini, ovviamente, cambiano in base all’età e possono essere trattate come un gioco educativo. Il tutto sempre sotto lo sguardo vigile ed attento dei genitori. I più piccini sono notoriamente attratti dalle attività che svolgono i grandi e che hanno un obiettivo finale da raggiungere. In questo modo si possono sentire motivati a svolgere correttamente l’attività a loro assegnata e si può addirittura creare un sistema di ricompensa per incoraggiarli a svolgere al meglio i compiti a loro forniti.

Ad ogni modo, è di fondamentale importanza insegnare ai bambini ad occuparsi delle attività di casa sin da piccoli. Di seguito una breve infografica riassuntiva sulle faccende domestiche da insegnare ai tuoi figli in base alla loro età.

 

 

L’infografica è stata tratta dagli studi svolti da Maria Montessori, per cui è un’ottima base di approccio educativo per i tuoi bambini. Ovviamente, tutte le attività dovranno essere svolte necessariamente con la supervisione di un adulto.

Buone faccende domestiche a tutti!

Il gioco simbolico

Che cos’è il gioco simbolico e come si manifesta

Quando si parla di gioco simbolico si intende una fase particolarmente importante nell’evololuzione e nello sviluppo cognitivo del bambino che avviene intorno ai 24 mesi (in alcuni casi può avvenire anche intorno ai 18 mesi). Generalmente il gioco simbolico si verifica nel momento in cui il bambino comincia a prendere coscienza di sè e del proprio corpo. Ciò avviene in un primo momento mediante l’atto della finzione: ciò significa che il bambino tende ad imitare, nell’ambito del gioco, il comportamento degli adulti. In un primo momento il piccolo esegue i medesimi comportamenti di chi gli sta intorno ma successivamente comincia a modellare la realtà secondo il proprio volere, sempre però restando in un ambito di immaginazione. Durante questo gioco non è necessaria la presenza di una persona adulta in quanto solitamente si tratta di un gioco individuale oppure svolto in compagnia di altri bambini, ma sono invece coadiuvanti i giocattoli come bambole, peluche, pupazzi oppure i giochi di ruolo e di costruzione. Nel caso in cui però la persona adulta dovesse essere chiamata a giocare, quest’ultima dovrà sottostare alle regole del bimbo. Pertanto è opportuno asencondare naturalmente la proposta ludica che viene fatta dal bambino sia a livello verbale (chiedendo maggiori delucidazioni al riguardo) sia a livello esecutivo.

 

 

Sviluppare la fantasia e la creatività del bambino attraverso il gioco simbolico

Il gioco simbolico risulta essere sicuramente un momento molto importante nella cresciuta del bambino il quale impara a sviluppare le proprie capacità creative, stimola la fantasia e la mente. Il bambino è dunque portato a immedesimarsi in una situazione completamente differente nella quale è lui stesso a decidere il corso degli eventi. In questo modo il piccolo impara a dominare la realtà in quanto porta sotto forma di gioco tutte le sue paure, timori e desideri. Il processo di imitazione e di identificazione però deve essere aiutato da insegnanti, genitori ed educatori, i quali hanno il compito di fornire al bambino tutti gli strumenti necessari per il suo sviluppo creativo e cognitivo.

 

 

Il gioco simbolico come rapporto di causa-effetto

Al gioco simbolico del bambino è collegato un semplice rapporto di causa-effetto: più egli vive esperienze significative di gioco simbolico più le sue abilità di relazione e di cognizione si svilupperanno. Il bambino dunque sarà portato a una migliore formazione delle proprie qualità cognitive. Questa tipologia di gioco inoltre viene chiamata simbolica in quanto il bimbo evoca mentalmente ciò che fisicamente è assente. Questa evocazione generalmente avviene attraverso l’uso di oggetti, azioni e situazioni ben precise che vengono adoperate per identificarne altre. Ad esempio un bambino può immaginare che un tavolo sia una nave, un letto un nascondiglio segreto oppure una penna che sia una bacchetta magica. In un primo momento, durante i primi mesi di vita, il bimbo tende a sviluppare il gioco toccando, spostando, muovendogli oggetti. Solamente dopo, crescendo, comincerà un vero e proprio processo di imitazione verso ciò che vede all’esterno.

Lettura di Halloween in inglese

TRICK OR TREAT?

Give me something good to eat…

Domenica 29 ottobre dalle ore 16.00 alle ore 17.30 Cresciamo insieme lab offre la possibilità, ai bimbi dai 2 ai 6 anni, di passare una giornata “da paura”!
Ti aspetteranno storie paurose e tante mostruose delizie per festeggiare il giorno più spaventoso dell’anno!

Programma:

  • 16:00 – 16:15: Accoglienza;
  • 16:15 – 16:45: Spooky Stories for Fearless Kids… Storie Paurose per Bimbi Senza Paura! (giochi e attività in lingua inglese)
  • 16:45 – 17:00: Create your Halloween craft! (crea il tuo “lavoretto” di Halloween)
  • 17:00 – 17.30: Trick or Treat? Gustosa merenda a base di mostruosità…   sarai tanto coraggioso da mangiarla?

Per info&prenotazioni: 348.76.47.144 Valentina

Come studiare bene e velocemente?

Studiare è importante

Lo studio è una delle attività più importanti per la corretta formazione di coloro che saranno gli adulti di domani. Spesso questa nobile pratica non è vista di buon occhio, perché magari il sistema scolastico attuale non riesce ad esaltare le singole capacità di ogni studente, o semplicemente perché non si riesce ad avere un corretto approccio nei confronti dei libri. Sta di fatto che leggere, informarsi e studiare non è una gara o un peso, ma è un’esperienza incredibile ogni volta che impariamo qualcosa di nuovo. Studiare cambia la nostra inquadratura del mondo, ci fa crescere e ci rende consapevoli dei nostri mezzi e di ciò che ci circonda.

Spesso però lo studio toglie via a tutti noi tante ore, interi pomeriggi, senza neanche lasciarci il tempo per dedicarci ad un po’ di attività ricreativa.

Allora è importante cercare di inventarsi un metodo di studio personalizzato per studiare bene e velocemente. Sia per studiare in funzione di un esame o di un’interrogazione, che per puro piacere personale, non è facile cucirsi addosso un metodo di studio rapido ed efficace. Per trovare il miglior metodo di studio, occorre forgiare la propria chiave di lettura per comprendere al meglio i concetti, studiando magari da più fonti e cercare di trovare degli stimoli funzionali al contesto in cui si studia.

 

 

Vari metodi e consigli

Bisogna tenere conto innanzitutto del grafico della memoria umana, secondo cui la memoria di ciò che si apprende all’inizio è vivida e precisa, ma col passare del tempo il ricordo diventa più offuscato e meno dettagliato. Ripetere un qualsiasi concetto, magari rileggendolo, aiuta a diminuire questa velocità di declinazione delle informazioni ricordate.

Un altro fattore da tenere in considerazione è la capacità di concentrazione di ognuno di noi, che si riduce costantemente ogni 45 minuti: sapendo ciò, è consigliabile effettuare delle piccole pause ogni volta che si accumulano tre quarti d’ora di studio. Facendo così, la nostra capacità di attenzione migliora e lo studio può proseguire in maniera proficua.

 

 

Ogni persona, statisticamente, ha una capacità di apprendimento diversa in base al momento della giornata. Per la maggior parte di noi, il miglior momento per imparare è la prima parte della mattinata. Di regola, è opportuno concentrare la maggior parte dello studio in questo ideale momento proficuo della giornata; ad alcuni potrà coincidere con le prime ore del pomeriggio, ad altri invece con la prima serata, perché ognuno di noi è diverso e ha abitudini differenti. La quantità di metodi di studio disponibili lascia l’imbarazzo della scelta: nessuno di questi però garantisce risultati incredibili sin da subito, perché servono in ogni caso applicazione, costanza e comprensione.

Uno studio proficuo è frutto di più componenti, tra cui il metodo utilizzato, il luogo in cui si studia, le tempistiche, il proprio stato di salute, risorse e singole abilità di comprensione. Infine, una buona programmazione può costituire una base solida per tutto il percorso di studi, perché spesso si rivela utilissimo il dover seguire una tabella di marcia flessibile e realistica, tenendo conto ovviamente anche di eventuali imprevisti che possono rallentare o bloccare lo studio.

Ottimizzazione del tempo per uno studio redditizio

Spesso una grossa fonte di stress è generata dalla costante sensazione di stare perdendo tempo. Per avere successo, nello studio così come nella vita in generale, la soluzione è certamente nella gestione del proprio tempo. Bisogna trovare il giusto equilibro per poter studiare e lavorare senza mai rinunciare alla vita sociale, allo sport e alle varie attività ricreative.

E’ importante anche saper gestire le proprie energie per dosarle in modo giusto in base alle attività giornaliere, concedendosi sempre dei momenti di riposo per tenere a bada lo stress.

La programmazione è la chiave di tutto: organizzare tutti gli impegni in base alla priorità di tempo e di importanza aiuta la gestione ottimale del tempo, facilitando la vita e rendendo lo studio veloce e di buona qualità.

In sintesi, per studiare bene e velocemente occorre un buon metodo di studio personalizzato, calibrato in base ai propri singoli mezzi e regolato attraverso una sapiente gestione del tempo.

 

Spazio Compiti

 

Tutti i giorni dal lunedì al venerdi dalle 14.00 alle 19.00, il sabato mattina dalle 9-13. Normalmente si svolgono sessioni di 2 ore.

Spazio dedicato agli studenti, dalla scuola secondaria alla scuola superiore, per lo svolgimento dei compiti a casa e per lo studio personale degli argomenti durante l’anno scolastico e  i periodi di vacanze. Uno spazio non solo realisticamente dato da una struttura, ma anche uno spazio mentale e culturale che avrà la peculiarità di sviluppare sia componenti di didattica e sostegno scolastico che aspetti inerenti lo sviluppo di motivazioni intrinseche generate da una correlazione tra teoria scolastica ed esperienze dirette svolte sul territorio.

 

Destinatari

Alunni della scuola primaria e secondaria di I e II grado. A scelta delle famiglie il lavoro si potrà svolgere in modo individualizzato o a coppie.

 

Quali figure?

Gli alunni saranno affiancati dagli educatori che ricopriranno il ruolo di  “scaffolder” in grado di incentivare, motivare e sostenere l’interesse e l’autonomia dei frequentanti attraverso il supporto materiale ed emotivo nell’attività di svolgimento dei compiti.

Le figure sono formate per lo svolgimento di compiti anche con alunni DSA e BES.

Si cercherà di mantenere il rapporto 1 operatore ogni 2 alunni.

 

Spazi

Una stanza del Centro sarà arredata con tavoli e sedie, pc, stampante, dizionari e atlanti.

 

Obiettivi

Area dell’autonomia:

  1. Fornire strategie e strumenti per apprendere ad apprendere meglio, rinforzando il senso di autoregolazione nelle fasi di pianificazione, monitoraggio e valutazione durante l’esecuzione dei compiti.
  2. Aiutare gli utenti a sviluppare un metodo di studio in base ai propri stili di apprendimento.
  3. Aiutare gli utenti ad organizzare efficacemente tempi, spazi e strumenti di lavoro.
  4. Fornire supporto professionale e mirato al recupero e superamento di particolari difficoltà al fine di rendere gli utenti autonomi e fiduciosi nel proseguimento della carriera scolastica.

Area motivazionale:

  1. Favorire il ruolo attivo dei singoli al fine di promuovere senso di autoefficacia e di padronanza rispetto al compito.
  2. Favorire un approccio positivo allo studio.
  3. Favorire l’insorgere di una motivazione intrinseca all’apprendimento.

Area relazionale:

  1. Favorire un clima di fiducia e rispetto tra educatori e utenti.
  2. Favorire un clima di rispetto ed aiuto reciproco tra gli utenti.

 

Finalità rispetto alle famiglie

  1. Supportare i genitori nella gestione quotidiana dei figli offrendo uno spazio sicuro e competente.
  2. Renderli parte attiva nel progetto educativo coinvolgendoli puntualmente tramite opportune e tempestive restituzioni sull’andamento dei propri figli.

 

Finalità rispetto alla scuola

  1. Favorire lo scambio di informazioni utili e la condivisione degli obiettivi di lavoro sui singoli casi

 

Cosa non è lo spazio compiti?

Non è un luogo in cui si svolgono delle semplici ripetizioni, è uno spazio in cui si “impara ad imparare”in cui si apprende l’autonomia di lavoro e la capacità di mettere in atto strategie per affrontare le difficoltà scolastiche. E’ uno spazio in cui si condivide con gli altri ragazzi e con le educatrici un momento, quello dei compiti, di per sé, per tutti faticoso e complicato. E’ uno spazio in cui, personale qualificato, insegna ai ragazzi la gestione e la programmazione del tempo e delle attività dei compiti da svolgere.

Se aiutiamo i bambini, fin da piccolissimi a sviluppare: autonomia, gestione e programmazione del tempo e del lavoro, riconoscimento dei punti di forza e di debolezza, avremo adolescenti e giovani in grado di affrontare più serenamente il percorso scolastico.

 

Per info&prenotazioni: 348.76.47.144 Valentina

Spazio Gioco Afternoon Edition

 

Lo Spazio-Gioco inizierà il 17 ottobre con i seguenti orari:
Martedi e venerdì dalle 16,30 alle 18,30 bimbi 2/3 anni

 

Stai cercando uno spazio gioco per il tuo bimbo? sei nel posto giusto!

Cresciamo Insieme Lab offre questo servizio socio–educativo rivolto alle famiglie con bambini e bambine dai 3 mesi ai 3 anni d’età, gestito da educatori professionisti, dove il gioco è inteso come “modalità per conoscere e relazionarsi”.

All’interno dello Spazio–Gioco interagiscono 3 diverse persone:

Il bambino, Il genitore o l’accompagnatore e l’educatore. Quest’ultimo può essere definito come la figura fondamentale dello Spazio-Gioco perché il suo ruolo determina la differenza tra ciò che è uno Spazio–Gioco e ciò che è un incontro informale tra genitori e bambini.

Gestisce diverse situazioni quali:

  1. Progetta e documenta gli spazi e le attività dello Spazio-Gioco, tiene un “diario di bordo” al qua le tutti i genitori possono contribuire lasciando commenti, ricordi, emozioni o novità.
  2. Rispetta la libera scelta del bambino o dell’adulto di partecipare o meno alle attività strutturare e destrutturate.

 

 

Gli obiettivi

• Favorire nel bambino la capacità di sperimentazione di socializzazione e di interazione con adulti differenti da quelli vissuti nel clima familiare

• Favorire la relazione tra adulto e bambino

• Favorire la relazione tra adulti

• Favorire il trasferimento di esperienze

 

 

La giornata ed i rituali

La struttura di ogni incontro è la seguente:

• accoglienza (indicativamente la prima mezz’ora)

• gioco (libero o strutturato)

• merenda (per i bambini) e caffè (per gli adulti)

• cerchio finale (canzoni, saluti e comunicazioni)

 

 

Cosa non è lo spazio gioco?

Lo Spazio-Gioco di Cresciamo Insieme non è un baby parking, i bambini vengono solo se accompagnati dall’adulto di riferimento.

Lo spazio gioco è uno spazio anche per gli adulti presenti che collaborano con l’educatrice e tra loro per favorire un clima sereno e attività ben riuscite.

 

Per info&prenotazioni: 348.76.47.144 Valentina

Kids Play English

 

Ogni ciclo prevede 30 incontri, a cadenza settimanale, con durata annuale, da ottobre a
maggio.

 

Il giorno proposto per l’attività è il giovedì, dalle 17:00 alle 18:00.

 

Le lezioni sono così distribuite nel corso dell’anno:

Giovedì 05 – 12 – 19 – 26 ottobre 2017
Giovedì 02 – 09 – 16 – 23 – 30 novembre 2017
Giovedì 07 – 14 – 21 dicembre 2017
Giovedì 11 – 18 – 25 gennaio 2018
Giovedì 01 – 08 – 15 – 22 febbraio 2018
Giovedì 01 – 08 – 15 – 22 marzo 2018
Giovedì 05 – 12 – 19 – 26 aprile 2018
Giovedì 03 – 10 – 17 maggio 2018

 

Proposta di workshop di bilinguismo per bambini in età scolare (6/8 anni) attraverso

attività di storytelling, action songs, creative labs.

 

Che cos’è Kids Play English?

Kids play English nasce dall’esperienza di apprendimento della lingua inglese attraverso

lo storytelling di Mummy, read!

Si rivolge a bambini del primo ciclo della scuola primaria (dai 6 agli 8 anni), con l’obiettivo

di creare un ambiente/situazione linguisticamente significativi e stimolanti ed

emotivamente rilevanti per il bambino.

 

In questo modo:

– L’acquisizione della lingua avviene in modo naturale e funzionale, focalizzando

l’attenzione su: listening (ascolto), drilling (riproduzione) e learning by doing

(apprendimento attraverso il fare).

– Viene favorito l’apprendimento cooperativo attraverso il coinvolgimento emotivo del

bimbo in attività che prevedono la collaborazione con i pari.

– Si promuove la ripresa e l’ampliamento dell’ esperienza didattico/esperienziale anche

in momenti successivi a quelli del workshop, fornendo un activity pack periodico.

 

Come funziona Kids Play English?

Gli incontri settimanali sono rivolti a small groups di massimo sei bambini.

Ogni workshop sarà incentrato su un tema rilevante, prendendo spunto da un libro che

verrà letto e utilizzato per un intero ciclo (4 incontri) e verrà consegnato ad ogni bambino,

come parte integrante del corso.

 

Il tema del workshop è sviluppato attraverso diverse tipologie di attività, con l’obiettivo di

stimolare l’apprendimento multisensoriale: uso di flashcard; libri tattili e oggetti; interactive

book; active songs and rhyme; drammatizzazione con uso di burattini; TPR (Total Physical

Response) .

L’attività si conclude con un activity time (ca 15 min), nel quale il bambino crea un piccolo

oggetto (puppet; board games; silent book) che potrà utilizzare come facilitatore didattico

nella ripresa dei contenuti dell’incontro a casa.

Periodicamente, verranno forniti materiali di lavoro che riprendono i temi e i contenuti

degli incontri (“Do it with Mummy and Daddy” activity pack), da utilizzare in momenti

successivi e in ambiente domestico, preferibilmente con l’aiuto/collaborazione di un

genitore, con l’obiettivo di reiterare ed ampliare l’esperienza didattico/esperienziale.

 

Per info&prenotazioni: 348.76.47.144 Valentina

Laboratorio di teatro

 

LUNEDI 23 settembre ore 10.00 lezione di prova e spiegazione del percorso
INIZIO LABORATORIO TEATRALE: SEMPRE IL LUNEDI DALLE 17.00 ALLE 18.00
DURATA: 30 INCONTRI, COMPRESO LO SPETTACOLO FINALE

 

DATE:
2 – 9 – 16 – 23 – 30  OTTOBRE
6 – 13 – 20 – 27  NOVEMBRE
4 – 11 – 18  DICEMBRE
8 – 15 – 22 – 29  GENNAIO
5 – 12 – 19 – 26  FEBBRAIO
5 – 12 – 19 – 26  MARZO
9 – 16 – 23  APRILE
7 – 14  MAGGIO
19 MAGGIO SPETTACOLO FINALE

 

GRUPPI MAX DI 10 BAMBINI
TARGET: BAMBINI DELLA SCUOLA DELL’INFANZIA E PRIMARIA

 

IL LABORATORIO TEATRALE

Il teatro è un luogo di incontro, di aggregazione, di amicizia e di creazione di un gruppo.

Questo laboratorio è un viaggio per esplorare nuove potenzialità creative e comunicative attraverso l’ascolto, l’osservazione, la fantasia e soprattutto il gioco.

Vogliamo lavorare con i bambini affinchè recuperino la capacità di cogliere il senso d’insieme, di seguire la loro fantasia e l’abitudine al gruppo, tutte cose che, negli anni, i bambini stanno progressivamente perdendo.

Il bambino che fa parte di un gruppo teatrale migliora le sue capacità comunicative, combatte la timidezza ed è molto aperto verso gli stimoli che gli vengono dal mondo esterno.

 

 

IL PROGRAMMA IN SINTESI

•    Coscienza di sé, del proprio corpo, dei propri sensi e del respiro.

•    Stare in gruppo, fidarsi, condurre e lasciarsi guidare.

•    Uso dello spazio teatrale/spazio comune e valorizzazione di ciò che ci circonda

•    Voce e ritmo.

•    Accenni alle tecniche di recitazione.

•    Che cos’è un teatro e come è fatto.

•    Prepariamo insieme costumi e scenografie.

•    Preparazione e messa in scena dello spettacolo finale

(i più piccoli saranno supportati in scena da noi).

 

 

Il pensiero dei ….. FRULLATTORI

Noi sappiamo e non sappiamo perché lo facciamo il teatro, ma sappiamo che dobbiamo farlo, che dobbiamo e vogliamo farlo facendo entrare nel teatro tutti noi stessi, con quello che siamo e pensiamo di essere.

Con questa frase ci piace raccontare chi siamo e perchè facciamo teatro,  perchè il teatro non si può raccontare, il teatro è un racconto da vivere.

Con affetto

Walter e Cristina

due che da 12 anni hanno fatto del teatro la loro più grande passione e vogliono trasmetterla ai più piccoli.

 

Per info&prenotazioni: 348.76.47.144 Valentina

Laboratorio “Mummy, read”

Tutti i laboratori si svolgono di sabato, con le seguenti proposte di orario:
pomeriggio (15:00 – 16:00) per il gruppo preschooler (3/6 anni)
pomeriggio (16:30 – 17:30) per il gruppo baby/toddler (0/3 anni)
Sabato 07 e 21 ottobre 2017
Sabato 04 e 18 novembre 2017
Sabato 02 e 16 dicembre 2017
Sabato 13 e 27 gennaio 2018
Sabato 10 e 24 febbraio 2018
Sabato 10 e 24 marzo 2018
Sabato 07 e 21 aprile 2018
Sabato 05 e 19 maggio 2018

 

Che cos’è Mummy, read?

Mummy, read! NON è un corso d’inglese per bambini

Mummy, read! NON è un playgroup in lingua inglese

Mummy, read! NON è letture animate in lingua inglese

Mummy, read! NON è un laboratorio di art&caft in inglese

Mummy, read! è un progetto di bilinguismo attraverso lo storytelling, rivolto a tutti quei genitori che, pur non essendo bilingue loro stessi, vogliono dare al proprio bambino l’opportunità di crescere bilingue.

Mummy, read! si rivolge a tutti i genitori, anche a chi non parla inglese fluentemente, con l’obiettivo di fornire gli strumenti linguistici e metodologici per accrescere le proprie competenze linguistiche e supportare il proprio bambino nella crescita in un ambiente linguisticamente significativo.

Mummy, read! si rivolge a bimbi da 0 a 6 anni (nido e infanzia), con l’obiettivo di creare un ambiente di apprendimento naturale, spontaneo e stimolante in cui vivere la lingua inglese come un fattore positivo e divertente, favorendo il desiderio di ripetere e rivivere quello stesso momento a casa, con mamma e papà.

 

Come funziona Mummy, read?

Il bambino e il genitore (mamma e/o papà, ma anche zio/a, nonno/a : l’importante è che la figura adulta di riferimento sia la stessa che potrà portare avanti il percorso di bilinguismo anche a casa) si incontrano con la Mummy reader due volte al mese, in due workshop di storytelling di un’ora ciascuno.

Gli workshop sono rivolti a piccoli gruppi (non più di 6 coppie genitore/bambino) e hanno come tema centrale un libro al mese: insieme viene letta una storia in inglese e viene sviluppato il linguaggio legato alla storia con attività che coinvolgono sia il bimbo che l’adulto.

Ogni attività si conclude con una sessione di art&craft esperienziale, in cui viene creato un oggetto a supporto dell’attività linguistica da continuare a casa.

Ogni mese, nel primo incontro verrà consegnato il libro da cui è tratta la storia letta nel workshop, che resterà al bambino per la lettura a casa.

A supporto del lavoro del genitore a casa, dopo ogni workshop verrà inviato via e-mail un activity pack, con suggerimenti e attività supplementari da svolgere tra un incontro e l’altro.

 

Perchè Mummy, read funziona?

Fin dalla nascita, ogni bambino ha un’INNATA CAPACITA’ di acquisire più di una lingua contemporaneamente. Ma questo apprendimento non deve MAI essere vissuta come un’imposizione, ma come parte della crescita personale del bambino. E del genitore.

Questo è particolarmente vero per quei genitori che accettano la sfida di crescere un figlio bilingue, pur non essendo loro stessi bilingue.

Ai bambini ci si rivolge in modo SEMPLICE, DIRETTO, EMOTIVAMENTE SIGNIFICATIVO ed ADERENTE ALLA REALTA’. Per questo, anche se non sei bilingue (e anche se le tue conoscenze di inglese sono limitate),  puoi aiutare tuo figlio a diventarlo (e migliorare anche tu nella conoscenza della lingua!).

Mummy, read! si basa sull’APPRENDIMENTO CONDIVISO attraverso l’attività di storytelling. La lettura di un libro è un momento comunicativo molto forte, incentrato sulla relazione tra il bambino e il genitore. L’apprendimento di una lingua passa principalmente attraverso la relazione, perché ogni lingua è, essenzialmente, uno strumento di comunicazione, nata per mettersi in relazione con gli altri.

Leggere ad alta voce in lingua quindi crea l’ambiente d’apprendimento ideale:

•Il libro permette di utilizzare la lingua straniera in un contesto REALE;

•Il libro favorisce la RIPETIZIONE di strutture e vocaboli (stimolandone la memorizzazione in modo naturale);

•Il libro rappresenta un punto di partenza per stimolare la PRODUZIONE di nuovo linguaggio, attraverso domande, descrizioni, altre storie;

•Il libro è un SUPPORTO importante su cui anche il genitore meno esperto e meno sicuro della lingua può far affidamento nelle prime fasi di approccio al bilinguismo;

•Il libro uno STRUMENTO economico e facilmente utilizzabile in qualunque momento e situazione;

•Infine, il libro è un oggetto MAGICO e AFFASCINANTE, e ogni storia diventa un catalizzatore fortissimo di attenzione e emozioni per il bambino. E nulla favorisce l’apprendimento quanto ascoltare qualcosa che ci piace ascoltare.

 

Mamme e papà, ricordate:

Starting is the most important thing to do!
Il primo passo è il passo più importante!

 

Per info&prenotazioni: 348.76.47.144 Valentina